La motivazione è personalissima. La costanza è un intreccio di fattori interni ed esterni. La disciplina è legata alla tua visione e all’ambiente che ti crei.
“Mi manca motivazione.”
“Vorrei essere più costante nel business.”
“Non capisco perché a volte sono tanto disciplinata, e altre volte no.”
Sono tutte frasi che, negli anni, ho detto o pensato varie volte. Prima di intraprendere la mia attuale attività come freelancer, mi occupavo di coaching nel mondo del benessere.
Anche allora, dunque, mi trovavo a gestire un’attività in cui io ero la variabile principale di ogni aspetto del business.
Per chi impara ad apprezzare questa caratteristica del lavorare in proprio, si apre un mondo di opportunità di crescita, in cui ogni miglioramento che fai su te stesso si riflette direttamente sulla qualità ed il successo della tua attività.

Questo fattore, naturalmente, ha una doppia faccia. Se tu sei il tuo business, devi metterti al primo posto. Allo stesso tempo, nei primi anni di una qualsiasi attività, è necessario dare priorità al business. E indovina un po’?
Il rischio è proprio quello di perderti nel business, perdendo qualità di vita, quel famoso work-life balance, e correndo fin quando non ti ritrovi nel bel mezzo di un bel BURNOUT.
Dunque, facciamo un po’ di ordine…
Ci sono alcune cose che ho dovuto accettare nel primo anno di attività come freelancer. Cose che fino ad allora avevo solo sentito dire e che, in realtà, non capisci fin quando non le sperimenti davvero.

È normale non avere work-life balance mentre stai avviando un business.
Come un aereo deve andare a tutta potenza per decollare, così un’attività nascente ha bisogno di tutto te stesso per crescere.
Le distrazioni più grandi arrivano dalle persone più vicine.
È difficile da accettare, perché quando stai avviando un progetto che ti sta a cuore, ti aspetti che tutti attorno a te sappiano come collaborare al meglio. E invece no, ed è la prima più grande prova di organizzazione che devi affrontare.
Ci sarà chi ti dice che un investimento è una scelta da folli, chi ti dice che quello che vuoi fare è assurdo, chi ti dice che non puoi andare troppo lontano, e chi ti dice (con tutto l’amore del mondo) che quella strada non ha un futuro.
Ripeto: tutti lo fanno con le migliori intenzioni.
Ma a te non servono queste opinioni. Tu hai già scelto ciò che vuoi. Senti che è la cosa giusta per te. Chi non è on board, allora è una distrazione.

Toccherai il fondo, più e più volte, e va bene così.
Questa è stata la lezione più difficile da accettare, eppure penso sia una delle più importanti. Avviare e crescere un’attività tutta tua è uno dei modi più rapidi per affrontare tutte le tue paure, ritrovarti davanti alle tue convinzioni limitanti, e dover lavorare su quegli aspetti di te profondi e tanto, tanto scomodi.
E se non lo fai oggi, dovrai farlo domani.
All’inizio mi sentivo sbagliata quando arrivavo ad ogni ostacolo. Che fosse la sensazione di esaurimento, oppressione, confusione, un blocco creativo, la paura di essere giudicata, la paura di non essere abbastanza, o la famosa imposter syndrome… Mi dicevo “questo non è normale.”
Invece sì.
Toccare il fondo ti permette di risalire e aggiustare il tiro. Ti permette di capire quanto ci tieni davvero, di staccare la spina e farti venire nuove idee e ti permette di lasciare andare se sei il tipo di persona che tiene tutto dentro.

Accettato tutto questo, giungiamo alle nostre carissime tre parole magiche: motivazione, costanza e disciplina.
Il primo mito che vorrei sfatare è che nessuno nasce naturalmente motivato, costante e disciplinato, a prescindere. Quello che io condividerò è frutto della mia personalissima esperienza.
Io credo che…
- Ognuno di noi sia motivato da fattori differenti. È fondamentale comprendere quali cose ti motivano e quali cose NON ti motivano per costruire la tua attività in un modo allineato alla persona che sei.
- Non esistano “persone costanti” e “persone poco costanti.” Essere costanti nel business è il risultato dell’intreccio di una buona organizzazione ed un buon equilibrio tra vita e lavoro.
- La disciplina personale sia strettamente legata alla tua visione del futuro. Non ha senso essere disciplinati quando non sai dove stai andando, non ti piace dove stai andando o hai paura, magari a livello inconscio, di dove stai andando.

Quindi, come divento motivato, costante e disciplinato nel business?
Semplice: smetti di lavorare su queste cose e vai a fondo in ciò che davvero non funziona. Mettersi l’obiettivo di “tenere alta la motivazione” o “essere costante” è come cercare di perdere peso senza cambiare lo stile di vita.
Ecco alcune cose su cui lavoro quando mi rendo conto che una di queste tre varianti è bassa.
Se mi sento poco motivata…
Mi prendo del tempo per riflettere su quali fattori mi motivano naturalmente. Ad esempio, io sono una persona che ama la varietà, amo lavorare da sola, amo utilizzare la mia creatività e amo lavorare senza essere sotto pressione.
Per questo, ho capito che la mia motivazione scende se mi metto in situazioni troppo monotone, situazioni in cui non posso essere sufficientemente autonoma, situazioni in cui il lavoro è prettamente tecnico o progetti con deadlines ambiziose e tempistiche troppo strette.
L’obiettivo non è “fare solo ciò che ti piace” ma è comprendere quali circostanze possono naturalmente tirare fuori il meglio di te.

Se non riesco ad essere costante…
Do un’occhiata a come sto gestendo tempo, energie, ed equilibrio tra vita e lavoro.
Che il time management e l’energy management siano due cose diverse non è una novità. È importante capire come ordinare quei blocchi colorati sul tuo calendario, ed è altrettanto importante capire quanta energia utilizzi per ogni tipologia di attività.
Ad esempio, io sento che scrivere o creare grafiche mi richiedono intensità di concentrazione differenti.
Quando scrivo, so che posso rimanere focalizzata per massimo due o tre ore. Dopodiché, a seconda di quante pause ho fatto, il mio cervello è in pappa.

Al contrario, quando mi occupo di lavori grafici, posso lavorare dalla mattina alla sera tardi senza accorgermi del passare del tempo.
Utilizzo due tipologie di energia differenti e, sapendo questo, posso organizzare il lavoro settimanale in modo equilibrato.
Se fatico ad essere disciplinata…
Allora stiamo parlando di auto-sabotaggio. Eh già, si tratta di quel simpaticissimo dualismo che esiste dentro ognuno di noi. Se conscio e inconscio non sono allineati, allora hai un problema.
In parole povere, potresti volere fortemente qualcosa a livello conscio (ad esempio, diventare un freelancer a tempo pieno) ma potresti avere grosse paure a livello inconscio (ad esempio, la paura di non avere uno stipendio fisso.)
Mi è capitato di recente di affrontare questo tipo di blocco. Da qualche mese, avevo la sensazione di star funzionando al 20% delle mie potenzialità.
Era come se volessi con tutta me stessa fare di più e una forza invisibile mi tirasse indietro, a procrastinare.
Per abbattere questo blocco è servito un grosso lavoro sulle mie credenze più profonde. Dovevo decidere se rimanere ad un livello “gestibile” di attività, oppure fare dei cambiamenti per espandere il mio business. Inconsciamente, questi passi in avanti mi facevano un sacco paura.

Per rispondere alla domanda iniziale, quindi, cosa serve davvero per diventare freelancer? Cosa serve per avviare, crescere e mantenere un business come freelancer o nomade digitale con cui tu possa non solo pagarti da vivere, ma magari anche viaggiare e fare nuove esperienze?
Io penso che serva tanta, tanta voglia di mettersi in gioco. Sopratutto, a livello personale.
Serve avere tanta voglia di rialzarsi ogni volta che le le cose non vanno come previsto. Serve avere tanta voglia di crescere e mettersi in discussione, settimanalmente (almeno all’inizio.) Serve essere disposti a lavorare su sé stessi, perché la tua attività crescerà solo se tu starai crescendo.
…e serve tanta pazienza. Sopratutto, con te stesso.

